Presso l’Aula Magna dell’ITET “Vittorio Emanuele III”, il 17 marzo 2025, le classi seconde hanno partecipato all’incontro con don Aniello Manganiello, parroco di Scampia, un quartiere popolare di Napoli. Ad aprirlo, la Dirigente Scolastica prof.ssa Laura Flagella. Don Aniello ha presentato agli alunni i motivi per cui ha scelto di diventare parroco di Scampia e lottare contro la camorra, aiutando gli abitanti ad abbattere i “muri” che separano la loro vita quotidiana dalle istituzioni. Durante il suo mandato di parroco ha combattuto la criminalità organizzata, strappando alla camorra tantissimi giovani, criticando apertamente l’ipocrisia e la superstizione degli affiliati che ostentano case piene di immagini sacre. Don Aniello ha riferito di essersi rifiutato persino di dare la comunione ai camorristi e di battezzare i loro figli e per questo ha subito pesanti minacce, ma nonostante gli enormi ostacoli è riuscito a strappare tanti giovani alla criminalità.
Il 10 ottobre 2010, nonostante le raccolte di firme e le petizioni organizzate dai residenti di Scampia è stato trasferito a Roma dove è rimasto solo tre mesi per poi tornare nel suo paese natale, Camposano, dove ha ripreso la sua battaglia in favore della legalità. Nel 2011 ha scritto il libro “Gesù è più forte della camorra. I miei sedici anni a Scampia tra lotta e misericordia”, in collaborazione col giornalista Andrea Manzi. Nel 2012 ha fondato l’Associazione “Ultimi contro le mafie e per la legalità”, che ha presidi in molte regioni. Dal 2015 al 2020 è stato vice parroco a Ferentino. Garante del Premio Nazionale “Paolo Borsellino” prosegue incessantemente la propria attività a favore di tutte le persone disagiate. Già responsabile della Scuola Calcio dell’Oratorio “Don Guanella”, nel 2020 è tornato a lavorare come sacerdote a Scampia.

Nel corso del suo intervento presso l’ITET, è stata proiettata la sua intervista andata in onda durante il programma televisivo “Le Iene”, dove racconta che all’inizio del suo percorso l’hanno scambiato per un tossicodipendente, tanto da fargli pesare quell’ambiente al punto di pensare di mollare tutto. Ha ricordato poi come l’utilizzo di un campo di calcio possa aiutare i ragazzi ad uscire dal mondo della delinquenza e ha spiegato anche che, secondo il suo punto di vista, per “togliere” i ragazzi dalla strada non bisogna giudicarli, ma ascoltarli e investire su di loro.
Don Manganiello si è soffermato su quali sono i mali maggiori a Scampia e ha riscontrato un controllo delle condizioni di povertà della popolazione del luogo da parte della camorra, la quale in qualche modo induce bambini e adulti all’attività di spaccio o furto. Quindi la mancanza di lavoro in quartieri come Scampia diventa la condizione che lascia spazio ad attività illecite.
Per far rinascere Scampia occorre “lavoro, Vangelo e cultura”: non è possibile arrestare i malviventi senza dare prospettive e speranza a chi intende vivere dignitosamente.
Al termine dell’incontro è stata regalata a don Manganiello una pianta con un vaso realizzato con la stampante in 3D dal prof. Andrea Ziccardi.
Don Manganiello ha gentilmente risposto ad alcune domande poste dalla nostra redazione.
di: Irma De Matteis , Antonio Petrilli , Antonietta De troia, Paola D’Amelia , Angelo Santoro
Videointervista a cura di Raphael Carbosiero, Vittorio Morrone, Christian Olivieri, Loris Tolve