Lucera ha accolto gli studenti dell’ITET Vittorio Emanuele III per una giornata all’insegna della cultura e della storia. Accompagnati dai loro docenti, con la guida esperta, dott. Simone De Troia i ragazzi hanno percorso un itinerario che li ha condotti attraverso i simboli più rappresentativi del ricco patrimonio della città, regalando loro l’opportunità di immergersi nel passato.
Anfiteatro Romano, un tuffo nell’antichità: La visita è iniziata presso l’imponente Anfiteatro Romano, uno dei meglio conservati del sud Italia. Qui gli studenti hanno esplorato uno spazio che, nei secoli passati, ospitava giochi di gladiatori e spettacoli, immaginando l’eco di applausi che un tempo riempivano l’aria. Un’esperienza che ha riportato alla luce l’atmosfera vibrante e senza tempo di un’epoca lontana. L’Anfiteatro, attualmente, è interessato da lavori di ristrutturazione per l’ampliamento dei posti a sedere per il pubblico che segue con interesse la stagione artistica che si svolge in questo sito.

Fortezza Svevo-Angioina, testimone di storia e dominazioni: Proseguendo nel tour, i giovani visitatori hanno avuto l’opportunità di camminare tra le maestose mura della Fortezza Svevo-Angioina. E’ una fortezza medievale che domina il Tavoliere delle Puglie, voluta da Federico II di Svevia e ampliata da Carlo I d’Angiò. La cinta muraria, dalla funzione difensiva, lunga circa 900 metri, racchiude un’area che ospitava il palazzo imperiale, una zecca e altre strutture strategiche. Oggi, il castello non è solo una testimonianza della grandezza di Federico II e del Medioevo, ma anche un simbolo della complessità storica dell’Italia meridionale, con le sue influenze culturali e politiche intrecciate.

Cattedrale di Santa Maria Assunta, un capolavoro gotico-angioino: La tappa successiva ha condotto gli studenti alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, un gioiello d’architettura gotico-angioina. La grandiosa facciata, il rosone centrale e l’incredibile ricchezza decorativa dell’interno hanno catturato l’attenzione dei ragazzi, che hanno potuto riflettere sull’eredità culturale e spirituale del territorio. Al suo interno troviamo tre navate sorrette da pilastri, con un transetto e tre absidi in stile gotico. La navata sinistra è composta da un battistero e da un tabernacolo del XV secolo, mentre le navate laterali ospitano opere di artisti come Girolamo da Santacroce e Francesco Solimena. Nel transetto sorgono due altari: uno dedicato a San Rocco e l’altro alla Vergine Patrona di Lucera, con la sua statua trecentesca. Il presbiterio vanta un altare maggiore su una lastra di pietra proveniente da Castel Fiorentino, dove morì Federico II, nel 1250. Le cappelle laterali conservano affreschi seicenteschi, mentre nell’abside principale spiccano un coro ligneo settecentesco e affreschi della Dormizione e Assunzione della Vergine.

Museo Civico “Giuseppe Fiorelli”, la storia in mostra: Il percorso si è concluso con una visita al Museo Civico “Giuseppe Fiorelli”, fondato e inaugurato nel 1905, che ha sede nel Palazzo De Nicastri – Cavalli, un palazzo nobiliare settecentesco strutturato su due livelli. Sulla sinistra c’è la biglietteria e di fronte lo scalone centrale che porta al primo piano. Il percorso museale si articola in una ventina di ambienti: una sala con reperti preistorici, protostorici e preromani, cinque sale con reperti d’età romana, tre sale con reperti paleocristiani, tre sale con reperti medievali, e altri ambienti sette-ottocenteschi, alcuni con arredi d’epoca. Di particolare importanza sono le rappresentazioni di divinità, forse facenti parte della decorazione frontonale del tempio, come l’artistica testa di Minerva, col capo coperto da elmo attico, lophos centrale e pennacchi ai lati, lo splendido busto frammentario di Proserpina, col diadema sul capo e il braccio sinistro sollevato a reggere il velo che, secondo l’archeologo Mario Torelli, potrebbe rappresentare invece una Venere in una scena di hierogamia con Marte.

Nel settecentesco Palazzo Cavalli – De’ Nicastri è conservato un mosaico, risalente ai secoli V-VI d.C., che rappresenta un vero capolavoro ed è oggi parte integrante di una collezione che spazia dalla Preistoria al Medioevo. Esso non è solo un’opera decorativa straordinaria dell’arte tardo-antica, ma anche un documento prezioso delle tradizioni e della simbologia di un tempo ormai lontano.
Con una lunghezza di 342 cm e una larghezza di 81 cm, è stato realizzato interamente in pietra calcarea, un materiale ampiamente utilizzato in quel periodo. La tecnica principale impiegata è la tessellatura, che consiste nell’assemblaggio meticoloso di piccole tessere, accuratamente tagliate per creare motivi decorativi armoniosi, dimostrando la maestria degli artigiani dell’epoca.
Dal punto di vista stilistico, il mosaico presenta motivi geometrici complessi, riflesso della tradizione artistica e culturale tardo-antica. La disposizione delle tessere è estremamente precisa, garantendo un equilibrio estetico che trasmette eleganza e raffinatezza. L’opera rappresenta l’abilità tecnica dei mosaicisti antichi, inoltre, offre anche uno spaccato della simbologia e dei valori del periodo storico in cui fu realizzata.

L’iniziativa ha rappresentato un’opportunità straordinaria per gli studenti, rafforzando in loro il senso di appartenenza al territorio e sensibilizzandoli sull’importanza della tutela del patrimonio culturale. Una giornata che rimarrà certamente impressa nelle loro memorie.
di Petito Antonietta e Sabetti Giuseppe
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